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	<title>Tanit di Lara Manni</title>
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	<description>il 17 febbraio in tutte le librerie</description>
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		<title>Tanit</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 09:03:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Tanit]]></category>

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		<description><![CDATA[TANIT &#8211; la bambina nera IN TUTTE LE LIBRERIA DAL 17 FEBBRAIO 2012 I narratori di storie aprono porte fra i mondi e non sempre questa è una metafora. A volte, quelle porte si spalancano davvero, e lasciano passare creature che non dovrebbero camminare fra i mortali. In Esbat, primo capitolo della trilogia, la Sensei, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>TANIT &#8211; la bambina nera</strong></p>
<p><strong>IN TUTTE LE LIBRERIA DAL 17 FEBBRAIO 201</strong>2</p>
<div id="_mcePaste">I narratori di storie aprono porte fra i mondi e non sempre questa è una metafora. A volte, quelle porte si spalancano davvero, e lasciano</div>
<div id="_mcePaste">passare creature che non dovrebbero camminare fra i mortali. In Esbat, primo capitolo della trilogia, la Sensei, una disegnatrice di manga che inventa storie ambientate in un mondo fantastico, ha dete</div>
<div id="_mcePaste">rminato l’arrivo sulla terra del demone Hyoutsuki. La magia di una stella in Sopdet, il secondo libro, ha aperto un varco tra i due mondi e portato quello stesso demone e il suo antagonista Yobai a inseguirsi nei cieli grigi della storia umana. In Tanit è una dea crudele, Axieros, a calpestare le strade degli uomini per mettere al mondo una figlia che potrebbe distruggere il genere umano. Creazione e distruzione, vita e morte, sono i temi di questo romanzo, epica conclusione della saga. Creazione come talento artistico: quello di Ivy, una ragazza innamorata di Hyoutsuki, che con i suoi disegni cambia gli avvenimenti nel mondo dei demoni, e quello di Nadia, una donna misteriosa che si affianca a Ivy, forse per proteggerla, forse</div>
<div id="_mcePaste">per annientarla.</div>
<div id="_mcePaste">La distruzione minaccia l’universo dei due demoni Hyoutsuki e Yobai, chiamati a giocare una partita definitiva, e incombe su una Roma rabbiosa e impoverita che le fa da scenario. Vita e morte. Ma sarà l’amore, quello che Ivy prova per Hyoutsuki e quello di Axieros per Yobai, a determinare la sopravvivenza dell’uno o dell’altro universo.</div>
<div id="_mcePaste">Vita, morte, amore. Di questo sono fatti gli uomini e le donne.</div>
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		<title>La playlist di Tanit</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 16:22:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Playlist]]></category>

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		<description><![CDATA[Supermassive black hole-Muse Il cielo è sempre più blu – Rino Gaetano Lakmè- Delibes: duetto Lakmè e Mallika Because the night – Patti Smith Kindertotenlieder n.2 – Mahler Charlie fa surf- Baustelle Concerto per clarinetto – Mozart Ogni adolescenza-Tre allegri ragazzi morti The curse of Feanor-Blind Guardian Ruhe sanft- Zaide- Mozart Sweet child of mine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Xsp3_a-PMTw">Supermassive black hole-Muse</a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=XB3TfBXUOKw">Il cielo è sempre più blu – Rino Gaetano</a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=7JmJZHd-_Cc">Lakmè- Delibes: duetto Lakmè e Mallika</a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=px__SsVXX_0&amp;feature=related">Because the night – Patti Smith</a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=obX2akqbpmY&amp;feature=related">Kindertotenlieder n.2 – Mahler</a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=g0JlEbgJf8o">Charlie fa surf- Baustelle</a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=xr3aB4v8hXI">Concerto per clarinetto – Mozart</a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=ZmF54GuFmWo">Ogni adolescenza-Tre allegri ragazzi morti</a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=I8h3JD0O9Ug">The curse of Feanor-Blind Guardian</a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=joyiMb3fHFI">Ruhe sanft- Zaide- Mozart</a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=P-AYAv0IoWI">Sweet child of mine – Guns’n&#8217;Roses</a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Curiosità &#8211; II</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 16:16:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

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		<description><![CDATA[Cos’è Gilania C’è una Dea che deve riprodursi e un Dio che serve a questo scopo, e subito dopo muore. Una Dea che si ripiega sull’amore carnale e la maternità. Un Dio destinato alla fine, con un altro, simile a lui, che prenderà il suo posto. A Micene era Potnia Theron, la Signora degli Animali, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Cos’è</strong> <strong>Gilania</strong></p>
<p>C’è una Dea che deve riprodursi e un Dio che serve a questo scopo, e subito dopo muore.<br />
Una Dea che si ripiega sull’amore carnale e la maternità. Un Dio destinato alla fine, con un altro, simile a lui, che prenderà il suo posto.<br />
A Micene era Potnia Theron, la Signora degli Animali, dominatrice dei leoni e delle montagne.<br />
Per i frigi era Cibele, che un giorno si innamorò del giovane e splendido Attis. Quando il ragazzo venne destinato alle nozze con la figlia del sovrano di Passinunte, Cibele apparve al matrimonio e suscitò follia in tutti gli invitati. Attis si evirò sotto un pino, e in un pino venne trasformato dalla pentita Signora.<br />
Per i Greci era Afrodite.  Il suo innamorato, Adone, nasce dalle lacrime di Mirra, trasformata in albero per la vergogna dell’incesto. Uscito dalla corteccia, Adone è così bello che Persefone, cui era stato affidato, non vuole più restituirlo. Zeus dispose allora che avrebbe passato quattro mesi con la Dea dei morti, quattro con Afrodite e quattro con chi desiderava. Quando Adone decise di trascorrere con Afrodite anche i quattro mesi di cui poteva disporre, un’altra Dea – Artemide – inviò contro di lui un cinghiale, che lo ferì a morte. Dal suo sangue nacquero anemoni rossi.<br />
Non c’è dunque alternativa? Da una parte un Dio maschile che espelle ogni cosa del femminile, salvo il materno, dall’altra una Dea che per il materno uccide il proprio sposo?<br />
Esiste una teoria che raccontata in<em> Esbat</em> e che torna in <em>Tanit</em>. Gilania.  C’è una storica e archeologa, Riane Eisler, che ha scelto questo nome – dalle parole greche <em>gynè</em>, “donna” e <em>andros</em>, “uomo”  – per indicare  una fase storica plurimillenaria (8.000-2500 a.c in rapporto soltanto al neolitico) fondata sull’ uguaglianza fra i sessi e sull’assenza di gerarchia e autorità. Per Eisler, e per un’altra studiosa, Marija Gimbutas,  i nostri antenati credevano in una Dea che governava l’universo e che era fonte di unità: era materna ma non crudele, saggia e lungimirante.<br />
Le prove? Per Eisler, sono nell’arte  del paleolitico superiore, dove  non esiste alcuna rappresentazione di violenza: non una raffigurazione di guerre, di eroi guerrieri, di armi utilizzate da umani contro altri umani. È rappresentato soltanto quello che corrispondeva alla venerazione della vita: piante, animali, dee. Di più: queste società vivevano secondo un modello comunitario, attestato dalla loro architettura, e durante le cerimonie religiose,  i cui costi erano a carico dell’intera comunità, i poveri e i deboli sedevano al centro, occupando quindi un posto d’onore. Inoltre i siti funerari non mostrano alcuna differenza legata al sesso o alla condizione sociale, quindi nessuna rigida gerarchia. Nè schiavitù.  Non esistono tracce di fortificazioni militari: in queste società, le località d’abitazione non erano scelte in funzione della loro posizione strategica (vertice di una collina) bensì sulla base di criteri di bellezza del luogo, legati al mito del giardino dell’Eden, ancora molto presente.<br />
Le società gilaniche furono distrutte tra il 4000 e il 2500 a.c, da orde nomadi venute dal sud della Russia, i Kurgan, «governate da classi sacerdotali e guerriere che avevano il dominio sui cavalli e le armi da guerra».  In questo modo, violentemente, sorse la civilizzazione del dominio che sostituì quella fondata sul parternariato o gilania, portando alla nascita del patriarcato, delle classi sociali, dello Stato.<br />
Così Eisler.<br />
Questa età dell’oro, nella trilogia, è diventata qualcosa di più. Un’epoca dove umani e non umani potevano convivere. Fianco a fianco.<br />
Ma questa è ancora un’altra storia. E forse è presto per raccontarla.</p>
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		<title>Curiosità – I</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 16:16:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

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		<description><![CDATA[Retroscena storici (Dal blog di Lara Manni) Ho sempre avuto una strana idea. Ovvero, che la narrativa fantastica sia costruita sulla perdita, o sul timore della medesima. Ricordate 1922, il primo dei racconti di Notte Buia Niente Stelle? E’ costruito sulla paura della perdita: in questo caso, della fertile terra dell’agricoltore. La perdita lo porterà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Retroscena storici (Dal blog di Lara Manni)</strong></p>
<p>Ho sempre avuto una strana idea. Ovvero, che la narrativa fantastica sia costruita sulla perdita, o sul timore della medesima.<br />
Ricordate 1922, il primo dei racconti di <em>Notte Buia Niente Stelle</em>? E’ costruito sulla paura della perdita: in questo caso, della fertile terra dell’agricoltore. La perdita lo porterà a perdere. Prima il figlio, poi la terra. <em>Io credo che dentro ogni uomo ne viva un altro, un estraneo, un Mestatore.</em><em><br />
</em>Il Mestatore è la paura. L’odio è la sua arma.<br />
Tutto è cominciato, dicono, nel 2008. L’anno in cui ho ambientato <em>Tanit</em>. Nel 2008, con la bancarotta di Lehman Brothers, inizia ufficialmente la Grande Crisi Economica.<br />
In realtà, era nell’aria da diversi anni.<br />
L’assaggio italiano, per esempio, risale alla fine del 2003: anche se aveva già allungato i suoi tentacoli come un cancro da almeno dieci anni.<br />
Crac Parmalat.<br />
Sapete come andò, vero? In poche parole, le obbligazioni Parmalat di proprietà delle maggiori banche, per un valore di circa 200 milioni di euro, furono “passate” ai risparmiatori nei dodici mesi che precedettero il crac del gruppo, dichiarato il 27 dicembre 2003.  Gli investimenti dei piccoli risparmiatori andarono, sostanzialmente, in fumo.<br />
Non è il dettaglio della vicenda in sè che mi interessa. E’ il meccanismo.  Lo stesso che avrebbe portato, tre anni dopo, alla <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Crisi_dei_subprime">crisi dei subprime</a> e alla grande depressione. Poche scialuppe, molte orchestrine: fa un po’ impressione ascoltare dall’attuale ministro dell’economia il parallelo con il Titanic, scontato quanto, probabilmente, veritiero.<br />
Mi interessa l’effetto. Il 2008 – l’anno che prendo in esame -  si apre nell’incertezza. In Egitto (ma in molti paesi del mondo) iniziano le rivolte per l’aumento del prezzo del pane. Il campo nomadi di <a href="http://laramanni.wordpress.com/2010/12/08/20078/">Ponticelli</a> viene dato alle fiamme. A settembre, pochi mesi dopo il lancio mondiale dell’iPhone, fallisce la banca  Lehman Brothers. A ottobre la crisi delle borse fa bruciare 450 miliardi di euro.<br />
Due delle notizie sembrano non pertinenti. Lo sono, invece.<br />
Nel settembre del 2008 uno dei giganti della finanza, la banca Lehman Brothers, annuncia il proprio fallimento: una catastrofe per l’economia mondiale. Da quel momento, la parola crisi viene pronunciata quasi quotidianamente, e in ogni parte del pianeta.<br />
Qualcuno ne fa un’opera d’arte, come un regista italiano, Stefano Massini, che decide di trarne una trilogia teatrale. Altri hanno la reazione più ovvia: protestano, e protestano ovunque. Spulciando fra gli archivi, trovo la notizia di quei seicento risparmiatori di Singapore che si danno appuntamento a  Speakers’ corner, l’ unica piazza della città in cui è permesso riunirsi senza l’ autorizzazione governativa.  Trovo anche altro. Per esempio, la storia di una signora romana di 74 anni che decide di mettere all’asta se stessa, a piazza Verdi,  per recuperare i risparmi persi nel crollo delle borse. 14000 euro, per essere precisi.<br />
Una crisi è fatta anche di questo: dolore, incertezza, paura, rabbia. Rabbia che non sfocia, però. Rabbia che serpeggiava da mesi, come un presagio, per le strade, negli autobus, nei negozi. Rabbia. Nei primi mesi di quel 2008 ricordo di averla respirata ogni giorno. I risparmiatori annientati dal crac Parmalat e quelli che, di lì a qualche mese, avrebbero ricevuto un colpo ulteriore dalla bancarotta di Lehmans Brothers, erano intrappolati nell’incertezza. Di colpo (anche se nulla avviene di colpo, naturalmente) ogni fiducia nel futuro sembrava venir meno.<br />
La reazione? Quasi nulla. Solo il montare di un’onda densa come miele nero.<br />
Un’onda che si infrange sulla riva, e che non lascia tracce, però.<strong></strong></p>
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		<title>Nadia e Fabrizio</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 16:15:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nadia e Brizio Sono i due nuovi personaggi che appaiono in Tanit e che hanno un ruolo determinante nella storia. Nadia, in particolare, è a pieno titolo una coprotagonista. Sulla loro natura è bene non svelare troppo: è possibile anticipare soltanto che costituiscono l’anello di congiunzione fra il mondo degli dèi e dei demoni e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nadia e Brizio</strong></p>
<p>Sono i due nuovi personaggi che appaiono in <em>Tanit</em> e che hanno un ruolo determinante nella storia. Nadia, in particolare, è a pieno titolo una coprotagonista. Sulla loro natura è bene non svelare troppo: è possibile anticipare soltanto che costituiscono l’anello di congiunzione fra il mondo degli dèi e dei demoni e il mondo degli uomini, che hanno un compito e che vivono quel compito in modo diverso.<br />
Sono una coppia di mezza età, indissolubile e fragile al tempo stesso: Nadia avrebbe voluto per sé (come Ivy, del resto) un destino diverso. Avrebbe voluto essere una vera pittrice (Nadia e Brizio dipingono falsi per collezionisti) e, soprattutto, una madre.<br />
Non sono dalla parte del Bene né da quella del Male. Attraversano entrambe, come è giusto che sia, e come avviene sia per chi è umano sia per chi non lo è.</p>
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		<title>Ivy</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 16:15:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ivy Ivy, ovvero Evelina, è la ragazza che attraversa le tre storie, e in ognuna delle storie impara qualcosa. Impara a crescere. Scrive Lara Manni: “Raccontare un’adolescente è un’impresa, per chi adolescente non è più e desidera cercare di restituire cosa sia l’adolescenza stessa senza cadere negli stereotipi. Eppure, gli stereotipi sono in agguato: la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ivy</strong></p>
<p>Ivy, ovvero Evelina, è la ragazza che attraversa le tre storie, e in ognuna delle storie impara qualcosa.<br />
Impara a crescere.<br />
Scrive Lara Manni: “Raccontare un’adolescente è un’impresa, per chi adolescente non è più e desidera cercare di restituire cosa sia l’adolescenza stessa senza cadere negli stereotipi. Eppure, gli stereotipi sono in agguato: la tristezza, la goffaggine, la tendenza ad autocompatirsi, tutti quegli stati d’animo che vengono (o venivano, fino a poco tempo fa) bollati come “emo” e che invece appartengono, da sempre, all’età che va dai quattordici ai sedici anni, che è l’età di Ivy nelle storie.<br />
Raccontare un’adolescente significa guardare indietro fino alla propria prima giovinezza: cercare di ricordare quanto si sia “oscillanti” in quel periodo, tra euforia, sogni, paure, rabbia. Quanto sia sia scontrosi e insieme festosi. Quanto si ami in modo totale, come mai più accadrà, con l’entusiasmo, il coraggio, la purezza e la disperazione che in nessun amore si potrà ritrovare”.<br />
Ivy non è un brutto anatroccolo che diventa cigno: è una ragazzina che all’inizio della storia è grassottella come lo sono le bambine che sono uscite da poco dall’infanzia, e che poi, pian piano, diventa una ragazza. Certo, non è una ragazza normale: e non solo perchè, nel desiderio di somigliare al demone di cui si è improbabilmente invaghita, si tinge gli adorati  capelli di biondo platino, quasi bianchi.<br />
Ma perchè ha un potere, che è identico a quello della Sensei: ovvero può rendere reale quel che disegna, facendo sì che le azioni avvengano davvero in quel mondo altro che si è incrociato con quello degli uomini. Ma laddove la Signora delle Storie lo utilizzava fino in fondo, Ivy lo teme, è incerta, vorrebbe e non vorrebbe. Inoltre, è circondata da adulti, umani e non, che sanno perfettamente quello che si dovrebbe fare e che lei <em>può</em> fare. Ma non osa. Anche se, alla fine di <em>Esbat</em> ,in <em>Sopdet</em>, e soprattutto in <em>Tanit</em>, è a Ivy che spettano i veri, purissimi – e incoscienti – atti di coraggio.</p>
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		<title>Axieros</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 16:15:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Axieros Insieme a Hyoutsuki e Yobai, forma il trio di personaggi chiave. Tre romanzi, tre esseri soprannaturali. Esbat era centrato su Hyoutsuki, Sopdet sulla coppia Hyoutsuki-Yobai, Tanit appartiene soprattutto Axieros. Non di padre nè di madre fu il mio sangue, fu il mio corpo. Mi formai da nove fiori fiori d’ortica, di quercia e di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Axieros</strong></p>
<p>Insieme a Hyoutsuki e Yobai, forma il trio di personaggi chiave. Tre romanzi, tre esseri soprannaturali. <em>Esbat</em> era centrato su Hyoutsuki, <em>Sopdet</em> sulla coppia Hyoutsuki-Yobai, <em>Tanit </em>appartiene soprattutto Axieros.</p>
<p>Non di padre nè di madre<br />
fu il mio sangue, fu il mio corpo.<br />
Mi formai da nove fiori<br />
fiori d’ortica, di quercia e di rovo<br />
nove poteri di nove fiori<br />
nove poteri combinati in me.<br />
Lunghe e bianche sono le mie dita<br />
come la nona onda del mare.<br />
Ho suonato a Lloughor<br />
ho dormito nella porpora<br />
la mia corona è di rossi gioielli<br />
conosco molte canzoni<br />
la mia tunica è tutta rossa<br />
ma non profetizzo alcun male.<br />
Un milione di angeli<br />
sono sulla punta del mio coltello.</p>
<p>Sono un vento su un lago profondo<br />
sono una lacrima che il sole lascia cadere<br />
sono un falco alto sulla scogliera<br />
sono una spina sotto l’unghia<br />
sono una collina dove camminano i poeti<br />
sono una marea che trascina alla morte.</p>
<p>E’ una canzone degli <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ataraxia">Ataraxia</a> ed è dedicata ad Axieros. A una Dea che non è definibile con i concetti di Bene e Male.<br />
Il nome di Axieros viene da lontano. Da Samotracia. Axieros è una delle tre entità che permette l’iniziazione al culto dei Cabiri, insieme a Axiokersa e Axiokersos. Secondo gli studi più recenti, Axieros è il maschile: “Axieros è il Fuoco Solare, il Creatore, la Mente nell’atto generante della creazione. Axiokersos è il Distruttore/Perfezionatore, il Fuoco Vulcanico, la Mente nell’atto formativo della creazione. Axiokersa è il Riconciliatore/preservatore, il Fuoco Astrale o Anima Spirituale. Mentre questi Dei passano, il candidato regge in mano il Tetraedro o Piramide di Fuoco, che rappresenta simbolicamente tale Triplicità in questi tre aspetti”.<br />
Apollonio Rodio, però, la identifica con Demetra, e associa  Axiokersa a Persefone, Axikersos ad Ade. Nell’interpretazione data nella trilogia, sono tre facce della stessa divinità femminile che distribuisce fecondità e morte.<br />
Axieros è anche Inanna, la dea dei Sumeri che governa l’amore e la guerra. Inanna che perde il dio che le è stato promesso perchè quel dio, impaurito dalle ostilità che si opponevano alle nozze, fugge e si sfracella da una rupe, vicino a una cascata.  Inanna che da quel momento seduce e uccide uomini e dei, e che Gilgamesh rifiuta perché “nessun uomo è rimasto vivo fino all’indomani mattina, dopo avere giaciuto con lei nella notte”.<br />
Inanna che un giorno scende nell’oltretomba con i suoi abiti e la sua ancella, per rendere omaggio alla sorella che governa la terra dei morti, e il cui sposo è stato ucciso proprio da Gilgamesh.<br />
Sette sono le porte che attraversa, e ad ogni porta le viene tolto un indumento, finchè, nuda, si trova davanti ai giudici degli inferi, che la condannano a morte. L’ancella fugge, chiede al dio Enki soccorso: e il dio, con la terra sotto le sue unghie, modella due creature che non hanno sesso, non generano e dunque possono sfuggire alla morte:  il Kurgarra e il Galatur. Le creature volano fino alla dea della morte,  Ereshkigal, e la seducono.<br />
Chiedono, in cambio, il cadavere di Inanna. Lo ottengono. Versano sul suo corpo l’acqua della vita. Inanna si risveglia, ma non può tornare dagli inferi senza fornire qualcuno che la sostituisca. I Galla (demoni del destino) le propongono diversi sostituti: la sua ancella o i suoi figli. Infine, sarà lo sposo di Inanna, che non porta il lutto per lei, a scendere nell’oltretomba.<br />
Un’altra Dea ha compiuto lo stesso cammino. Una Dea a cui Axieros molto deve.<br />
Ishtar. Anche Ishtar, la Dea della Mesopotamia che governa l’amore e la guerra, scende agli inferi e può risalire soltanto quando ha lasciato, al suo posto, il proprio sposo. E’ la Dea delle tempeste, dei sogni, dei presagi, dell’amore. Come la fenicia Astarte. Come, in Tracia e Anatolia, fu Ecate.<br />
Ecate non si limita, però, a scendere una sola volta agli inferi. Ecate è  in grado di viaggiare liberamente tra il mondo degli uomini, quello degli Dei ed il regno dei Morti. Spesso è raffigurata con delle torce in mano, proprio per questa sua capacità di accompagnare anche i vivi nel regno dei morti. E’ la Dea degli spettri e del Triplice. Tre sono le sue facce: giovane, adulta, vecchia. Il punto in cui le strade si incrociano e diventano tre la accolgono. Tre sono i suoi corpi e i cani infernali la accompagnano. Perché è la Dea del parto, ed è la Dea della morte.<br />
Ecate è una delle Grandi Madri. Signora dei luoghi. Signora della vita. Signora delle Storie.<br />
La Dea è femmina, ci ricorda Robert Graves. Almeno finché un dio geloso non si impone come unico, e onnipotente. E persistente.</p>
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		<title>Yobai</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 16:14:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Yobai E’ il villain, e un villain non deve mai mancare in una storia. Però, gli antagonisti sono anche i personaggi più difficili da costruire: perché il rischio è sempre quello di renderli caricaturali, irredimibili, tutti di un pezzo. Yobai è irredimibile, ma non perché sia legato all’idea del Male. E’ possibile, anzi, che l’idea [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Yobai</strong></p>
<p>E’ il villain, e un villain non deve mai mancare in una storia. Però, gli antagonisti sono anche i personaggi più difficili da costruire: perché il rischio è sempre quello di renderli caricaturali, irredimibili, tutti di un pezzo.<br />
Yobai <em>è</em> irredimibile, ma non perché sia legato all’idea del Male. E’ possibile, anzi, che l’idea del Male non lo sfiori neppure: il suo fine è realizzare un’ambizione. E l’ambizione è terribilmente umana: dimostrare il proprio valore e la propria superiorità intellettuale rispetto alle altre creature soprannaturali.<br />
Yobai nasce uomo e diventa demone. Un demone meno potente degli youkai puri ma con un vantaggio rispetto a loro: il desiderio di conoscere e dunque di crescere.<br />
Yobai dice di credere nel Caos, così come la Dea che serve: nei fatti, la sua fede è nell’ordine perfetto delle sue strategie.  E’ un <em>Übermensch </em>dell’astrazione intellettuale<em>. </em>La morte di Hyoutsuki, che cerca di perseguire in tre libri e in molti modi, è per Yobai un traguardo simbolico: non ne gliene verrebbe altro che la conferma della propria superiorità.  I suoi piani non sono volti all’instaurazione di un nuovo mondo: ma alla conferma del proprio ruolo in qualunque mondo.<br />
Del suo rapporto con la Dea ci sono cenni in <em>Esbat</em>, spiegazioni più dettagliate in <em>Sopdet</em>. E, soprattutto, in <em>Tanit</em>.</p>
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		<title>Hyotsuki</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 16:13:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Hyoutsuki Hyoutsuki è il Maschile Puro. Non il maschio  ideale, attenzione: semplicemente, l’idea archetipica della mascolinità, rappresentata in una creatura non umana, e dunque Altra, ma sottoposta ad alcune delle caratteristiche degli umani. Hyoutsuki è uno youkai, un demone.. Nell’interpretazione data nel corso della trilogia, i  Demoni non sono i seguaci della nera Bestia. Non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Hyoutsuki</strong></p>
<p>Hyoutsuki è il Maschile Puro. Non il maschio  ideale, attenzione: semplicemente, l’idea archetipica della mascolinità, rappresentata in una creatura non umana, e dunque Altra, ma sottoposta ad alcune delle caratteristiche degli umani.<br />
Hyoutsuki è uno <em>youkai,</em> un demone.. Nell’interpretazione data nel corso della trilogia, i  Demoni non sono i seguaci della nera Bestia. Non strisciano nel buio cercando di corrompere ciò che è luminoso. Sono a metà strada, posti fra il Divino e l’Umano. Partecipano dell’ordine naturale e ne condividono l’indifferenza. Ma, questo è il punto, possono cambiare, e percorrere quella gradazione. δαίμων. Dàimon. Genio sovrumano, significa. A metà.  A metà e non “dentro” gli uomini. Ciò che è demoniaco è e deve rimanere separato dall’umano. .<br />
In quanto essere soprannaturale, Hyoutsuki partecipa dell’ordine <em>naturale</em>: di quello che ritiene essere un ordine perfetto e immutabile. Non è immortale, ma ha una vita molto più lunga di quella umana. Nel mondo che sottende i tre libri, neanche gli dei sono immortali.<br />
In che cosa Hyoutsuki è vicino agli umani? Nel timore del mutamento: all’inizio di <em>Esbat</em>, è qualcosa che lo respinge in quanto altro da sé. Ed è vicino agli umani, però, anche nel desiderio di conoscere cosa significhi quell’alterità che lo ripugna, ma esiste e in alcuni casi è persino più forte di lui.<br />
In un certo senso, le storie raccontate in <em>Esbat</em>, <em>Sopdet</em> e <em>Tanit</em>, sono un lungo romanzo di formazione che ha per protagonista un demone. In un altro senso, sono la storia di un ordine che viene spezzato drammaticamente: quello in cui crede Hyoutsuki, ma anche l’equilibrio che si fonda sulla separazione fra il suo mondo e quello degli uomini. Che non possono venire in contatto, pena la catastrofe.<br />
Hyoutsuki, per gli uomini, è come Dioniso per i Greci: un dio straniero, che giunge, inatteso, da un lontano neanche immaginabile. E come Dioniso porta scompiglio, e morte. E insieme viene contaminato – nel bene e nel male – dall’umanità.</p>
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		<title>Leggi Tanit e vinci con Fazi Editore &#8211; I vincitori</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 11:50:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Lara Manni]]></category>
		<category><![CDATA[Tanit]]></category>

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		<description><![CDATA[Carissimi tutti, finalmente è arrivato il giorno dell&#8217;uscita di Tanit ed è anche il giorno della fine del contest  legato al libro. Innanzitutto grazie mille a tutti coloro che hanno partecipato e complimenti per tutte le fan fiction, le fan art e i fan video che abbiamo ricevuto. Dunque, ci siamo. Rullo di tamburi. La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimi tutti,</p>
<p>finalmente è arrivato il giorno dell&#8217;uscita di Tanit ed è anche il giorno della fine del contest  legato al libro.<br />
Innanzitutto grazie mille a tutti coloro che hanno partecipato e complimenti per tutte le fan fiction, le fan art e i fan video che abbiamo ricevuto.<br />
Dunque, ci siamo. Rullo di tamburi.</p>
<p>La vittoria se la sono  aggiudicata ex aequo:</p>
<p><strong>Andrea Cattaneo e Valentina Graziani</strong></p>
<p>Dalla Fazi contatteremo nei prossimi giorni i vincitori  a cui chiediamo di inviare all&#8217;indirizzo <a href="mailto:lain@fazeditore.it">lain@fazeditore.it</a> gli ingredienti della storia che vorrebbero ricevere e Lara Manni si metterà al lavoro.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p><a href="http://www.fazieditore.it/Data/Libri/Recensioni/11734.pdf">Leggi gratuitamente il secondo capitolo di Tanit </a>e libera la tua fantasia! La fan art, il fan video o la fanfiction più originale, a insindacabile giudizio della casa editrice,  riceverà in regalo da Lara Manni un racconto personalizzato! <strong>Desideri una storia horror? O preferisci un&#8217;ambientazione dove il soprannaturale è appena accennato? Vuoi un lieto fine o un dramma? E con quali personaggi? Per la prima volta, sarai tu a chiedere e commissionare, e l&#8217;autrice a eseguire.</strong></p>
<p>Il vincitore o la vincitrice potrà inviare all&#8217;indirizzo <a href="mailto:lain@fazieditore.it">lain@fazieditore.it</a> gli ingredienti della storia che vorrebbe ricevere e Lara Manni si metterà al lavoro solo per lui/lei.</p>
<p><a href="http://www.fazieditore.it/Data/Libri/Recensioni/11734.pdf">Vai allo sfoglialibro per leggere il capitolo</a></p>
<p>Partecipa! Hai tempo fino al 17 febbraio</p>
<p>Invia i tuoi lavori a: <a href="mailto:lain@fazieditore.it">lain@fazieditore.it</a></p>
<p>Specifiche:</p>
<p>1) Le fan fiction non dovranno superare i 2000 caratteri spazi inclusi</p>
<p>2) Le fan art dovranno essere inviate in formato jpg, gif, png o tif</p>
<p>3) I fan video dovranno essere caricati in precedenza e dovrà essere mandato il link al video</p>
<p>Lara Manni è nata e vive a Roma, dove traffica tra librerie e biblioteche. Dal 2006 scrive fan fiction su Efp con lo pseudonimo di Rosencrantz. Nel 2009 ha pubblicato il romanzo Esbat con Feltrinelli e nel febbraio 2011 Sopdet con Fazi Editore. Gestisce uno dei blog più seguiti in Italia: <a href="http://laramanni.wordpress.com/">laramanni.wordpress.com</a></p>
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